Juventus, buona la classifica ma le prestazione non è rassicurante
Guardando la classifica, che alla fine è ciò che conta davvero, la Juventus si trova ancora sul podio nel campionato. In realtà, si posiziona in zona Champions League, che, piaccia o non piaccia ai tifosi, è l’obiettivo principale e forse più importante dei bianconeri in questa stagione al di fuori dell’Europa. È un traguardo importante per il prestigio e, soprattutto, per i bilanci finanziari. I numeri dimostrano che la squadra ha raccolto tredici punti dopo le prime sei partite, una numero che non raggiungeva dalla stagione 2019-2020, quando ne aveva ottenuti 16, preludio all’ultimo dei nove scudetti consecutivi.
Ciò non significa che la Juve vincerà il campionato di Serie A, ma è comunque un segnale positivo. Non mancano, però, segnali “negativi” che si sono evidenziati principalmente nell’ultima partita contro il Lecce. La mentalità di Allegri, caratterizzata da una certa insoddisfazione, ha preso il sopravvento sugli sprazzi di bel gioco che abbiamo visto contro l’Udinese e soprattutto contro la Lazio. In seguito, la brutta sconfitta contro il Sassuolo ha cancellato ogni nuova certezza, riportando il capitano Danilo e i suoi compagni alla mediocrità degli anni passati. In sostanza, c’è stato un piccolo passo avanti in classifica, ma almeno un passo indietro rispetto alle speranze di vedere una Juventus diversa in campo.
Tuttavia, i limiti evidenziati sembrano sempre gli stessi. Sono limiti tecnici, certo, ma anche caratteriali, di personalità e mancanza di determinazione agonistica. E forse sono proprio questi ultimi i più preoccupanti. Quando la partita si fa difficile, sembra che ci siano pochi giocatori nello spogliatoio capaci di sopportare il peso di una maglia che non è come le altre. Chiesa, Danilo e chi altro? La Juventus ha bisogno di leader, come Buffon, Chiellini, Bonucci, Mandzukic e Marchisio, che hanno segnato la sua storia recente. Dopo le quattro sconfitte (almeno due auto-inflitte) di Reggio Emilia, quando il pubblico dello Stadium ha iniziato a fischiare alla fine del primo tempo, la pressione è diventata insopportabile. Poi il gol di Milik ha rimandato il giudizio, ma è chiaro che la tanto attesa svolta non si è ancora verificata.
Inoltre, bisogna ammettere che il pubblico che riempie lo stadio di Torino si sta rivelando un avversario più che un supporto tra le mura di casa. In questo momento, la Juventus avrebbe bisogno di un sostegno costante e incondizionato per tutta la durata della partita, ma invece arrivano lamentele e fischi al minimo errore. Il decennio di vittorie straordinarie ha avuto un impatto negativo sull’intero ambiente, che non riesce più ad apprezzare nulla se non è un trionfo schiacciante. Ma questa squadra non ha le spalle abbastanza larghe per sopportare anche le critiche dei propri tifosi e ha sempre bisogno di un aiuto dagli spalti per crescere, indipendentemente da Allegri e dal suo gioco.
E’ normale che una squadra come la Juventus sia sempre sotto esame, è pur sempre la società italiana con più tifosi in Italia e nel mondo. L’avere costantemente questa pressione addosso non è di certo un vantaggio per i giocatori juventini, soprattutto per chi non ha grande esperienza e la Juventus attuale è piena di giovani che possono soffrire facilmente situazioni simili.




